Vendere su Etsy, vendere su ALittleMarket



 
Buongiorno, eccomi finalmente qui, a raccontarvi la mia esperienza di vendita online su due diversi portali. Prima di cominciare vorrei mettere in chiaro che quella che racconto altro non è che la mia esperienza e opinione personale e che, anche se questo articolo è tra quelli in collaborazione con A Little Market Italia, non sono stata in alcun modo condizionata nei contenuti. Per giunta qualche settimana fa Etsy ha acquistato A Little Market, per cui immagino che la concorrenza tra i due sia meno forte di prima…

Ma veniamo a noi: siete delle creative. Qualche tempo fa avete aperto un blog e ora avreste voglia di fare di più, come darvi torto? La risposta del pubblico è favorevole e voi avete voglia di mettervi alla prova e, perché no, di imparare qualcosa di nuovo.
Fin qui è tutto chiaro. Il grosso problema arriva quando si tratta di scegliere una piattaforma di vendita online perché, che voi vendiate o meno nei mercatini o per passaparola, di certo non volete perdere l’occasione di mettervi in mostra e di raggiungere anche clienti più lontani.

Le piattaforme e i metodi di vendita online sono perfino più di quelli che credete: Etsy, ALittleMarket, Misshobby, Dawanda, Artesanum, Blomming, Ebay, Society 6, Buru Buru… e potremmo davvero andare avanti per ore a elencarli tutti. Come scegliere? Io personalmente prima di cominciare ho rivolto le mie domande alle creative che conoscevo e che su alcuni di questi portali vendevano già, e siccome a mia volta ora ricevo un sacco di domande ho deciso di raccontare pubblicamente in questo articolo come e perché ho scelto i primi due siti, e quali sono i vantaggi che offrono.



Perché Etsy?

Diciamolo: io di Etsy sono sempre stata perdutamente innamorata. Foto e creazioni bellissime, una scelta incredibile di boutique, oggetti e tendenze. La prima cosa che ha influito sulla mia scelta è stata sicuramente la certezza che se non provavo Etsy mi sarebbe sempre rimasto il rimpianto di non avere osato.
Ma la vita su Etsy non è affatto facile, e per questo è bene avere chiaro in mente cosa state cercando prima di aprire il vostro negozio.

La prima cosa che dovete capire è se volete rivolgervi al pubblico italiano o internazionale. Se vendere fuori dall’Italia non vi interessa e non avete voglia di perdere tempo a scrivere in inglese, allora Etsy non fa per voi.
Personalmente non ho grossi problemi con le lingue, e ho pensato da subito che i sassi dipinti fossero un tipo di prodotto che potesse interessare molto di più il pubblico americano e del nord Europa. Inoltre ho molti amici all’estero, e ho pensato che anche questo potesse aiutarmi (e mi aiuterà di certo appena sarò finalmente pronta con i biglietti da visita…).
Qui in Germania dove vivo il sito di vendita online più diffuso per l’handmade in realtà è un altro ma, a parte il fatto che il tedesco non lo parlo ancora abbastanza bene da poter rappresentare un vantaggio per me, nel complesso i prodotti mi sembravano meno belli e i prezzi più bassi – e alla fine ho deciso di rischiare.

Etsy è un rischio perché ha costi più alti di altri siti, ma soprattutto perché se non fate niente per farvi notare, davvero nessuno vi noterà. Ci sono milioni di clienti, dirottati però verso migliaia di negozi. Siccome il sito è grande e ben conosciuto, giustamente sceglie di farsi pagare la pubblicità. L’unica alternativa senza spese per farsi conoscere sono ovviamente i canali di comunicazione esterni (Facebook, Twitter, il vostro blog) e il sistema delle ‘Treasury’: collezioni di oggetti creati da voi, a cui si spera seguano collezioni con i vostri oggetti create dai venditori che avete inserito nelle vostre liste. Dovete spendere tempo a ricambiare collezioni e preferenze (quelli che su Facebook sono i ‘like’ per capirci) nella speranza che i clienti vi notino e, se avete fortuna, di finire in homepage.

Un aiuto di cui non vorrete fare a meno sono i gruppi di supporto tra venditori, dove troverete iniziative e persone con più esperienza cui rivolgere tutte le vostre domande. Se siete italiani il gruppo a cui dovete assolutamente partecipare è l’Etsy Italia Team: i membri sono più di tremila e anche qui ci vorrà un po’ di tempo per farsi sentire, ma le persone che lo gestiscono fanno veramente un lavoro incredibile e non ho trovato nessun altro gruppo così ben organizzato.


Perché due negozi?

Certo, dopo aver visto la mole di lavoro che richiede Etsy sono stata un po’ reticente a aprire un secondo negozio. Poi il pubblico italiano sulla pagina Facebook è cresciuto, e mi sono detta che forse era il caso di andargli incontro. Con due negozi un po’ di lavoro, in un certo senso, ve lo trovate già fatto: io utilizzo le stesse foto, titolo e descrizione (e anche prezzo, eccetto in periodo di saldi). Posso permettermi di caricare lo stesso articolo sui due portali perché ho accesso continuo a internet e disattivo immediatamente una creazione appena venduta sull’altro sito.
D’altronde succede lo stesso quando un venditore partecipa a un mercatino: il 90% delle volte gli oggetti sono gli stessi che ha caricato online, e sta a lui aggiornare il negozio in modo che non ci siano conflitti. Con Etsy è possibile disattivare l’oggetto semplicemente usando l’applicazione per il telefono – A Little Market purtroppo non ha ancora un’app, ma sono fiduciosa che arriverà, soprattutto ora che il portale è supportato da Etsy stesso.

Certo, vendere su due piattaforme deve avere un senso. È inutile aprire un negozio su dieci siti e non curarne nessuno, e mi sembra anche stupido correre il rischio di disperdere il vostro pubblico.
Personalmente, non ho nessuna intenzione di aprire altri negozi, e in realtà mi piacerebbe averne uno solo, ma mi trovo così bene su entrambe le piattaforme (per motivi diversi) che davvero non ho voglia di rinunciare a nessuno dei due.


Perché ALittleMarket?

Da maggio dello scorso anno, quando ho cominciato a pubblicare le scarpine all’uncinetto, i miei primi sassi, e i bracciali di casette, ho cominciato a ricevere inviti da diversi portali (Etsy non invita, può permettersi di lasciar invitare gli altri venditori regalando inserzioni gratis – se volete saperne di più contattatemi in privato). Di conseguenza ho cominciato a prendermi delle sonore inc*****ure, e passatemi il termine perché certe cose mi fanno davvero arrabbiare. Il minimo che mi aspetto da qualcuno che mi contatta perché colpito dalle mie creazioni è che si ricordi il mio nome, non che mi chieda di indicare nella mail di risposta il nome del mio sito. E non è possibile che quando replico a un messaggio per chiedere più informazioni scopro di stare rispondendo a una mail generica e non alla persona che ha iniziato la conversazione. Questa è mancanza di rispetto, e non ho voglia di perdere tempo a arrabbiarmi per certe cose.

Allora vi dico che io ho scelto di aprire il mio negozio italiano su ALM per le persone. Su ALittleMarket ti rispondono veramente Sara, Cristina, Silvia, Mafalda; sembra di essere in famiglia e lo dice una che, abitando all’estero con i bambini piccoli, ancora non è riuscita a fare un mercatino e incontrare qualcuno dal vivo. Ciononostante, nessuno si dimentica di te, è una bella sensazione.
Il sito è ancora piccolo, e investe davvero moltissimo per farsi conoscere. Questo significa che è un ottimo momento per inserirsi: le boutique sono ancora relativamente poche e con dei prodotti originali e ben fotografati (trovate qualche consiglio qui) è facile finire in homepage, in newsletter o in qualche raccolta – un incredibile risparmio di tempo rispetto a Etsy.

Questo avviene anche perché A Little Market scommette su di te per poter guadagnare: al contrario di Etsy che si fa pagare 20 centesimi di dollaro per inserzione ogni quattro mesi, ma trattiene solo il 3,5% sul prezzo di vendita (trovate informazioni più dettagliate qui), le inserzioni su ALM non scadono e non costano niente. ALM guadagna solo se voi guadagnate, e la commissione sulla vendita è più alta: il 5%. A questi costi dovrete aggiungere (su entrambi i portali) la percentuale trattenuta da Paypal, che però assicura sia voi che il cliente in caso di mancato recapito dell’ordine.


Etsy e ALittleMarket a confronto

Malgrado Etsy abbia acquistato ALM, i due siti rimangono due entità ben separate e sapere quali sono i vostri obiettivi è il modo migliore per essere sicuri di fare la scelta giusta. Per riassumere:

1. Dovete considerare innanzitutto il pubblico: ALM è un portale di handmade nazionale, Etsy copre tutto il mondo. Sia ALM che l’Etsy Italia Team vi offrono un sacco di attività a livello di community e tante occasioni per partecipare come venditori in iniziative locali vicino a voi e farvi conoscere anche di persona.

2. Riguardo ai prodotti, sappiate che ALM si occupa solo ed esclusivamente di handmade, mentre Etsy ha tantissime boutique vintage. Questo aumenta decisamente il traffico, ma aumenta anche la quantità di negozi presenti sul sito.

3. Se l’inglese per voi è un problema, forse non è ancora il caso di provare a vendere fuori dall’Italia. Tutti i dati che inserite per un prodotto devono essere inseriti anche in lingua inglese e sì, potete farvi aiutare in caso di termini specifici, ma non è giusto far fare tutto il lavoro ad altri. Se siete interessati, Etsy vi offre la possibilità di tradurre personalmente il vostro negozio anche in altre lingue – possibilità estremamente affascinante, ma personalmente mi sento male alla sola idea di riscrivere tutto ancora una volta...

4. Il traffico su ALittleMarket è decisamente minore, come ho già detto. Allo stesso tempo però i negozi e i prodotti sono meno che su Etsy, ed è quindi più facile farsi notare una volta che il cliente è entrato sul sito.

5. Etsy richiede molto più tempo di gestione rispetto a ALM, su questo non ci sono dubbi. Etsy è un sito enorme che guadagna già molto grazie alla pubblicità a pagamento e alle inserzioni, e non ha alcun bisogno di promuovervi, per cui la fatica spetta a voi.

6. I costi a mio parere in fin dei conti si equivalgono, e personalmente non credo che sia il parametro che dovrebbe guidarvi nella scelta. Semplicemente, ricordatevi di considerare le spese quando definite il prezzo di un prodotto (e francamente sarebbe carino che gli acquirenti si rendessero conto che anche i negozi online hanno dei costi di gestione).

7. Come venditori troverete features interessanti su entrambi i siti: su Etsy per esempio è davvero interessante la possibilità di creare codici sconto anche personalizzati (e quindi tra l’altro in teoria si potrebbe offrire ai clienti l’opzione di regalare dei buoni regalo per il vostro negozio), mentre su ALittleMarket adoro la possibilità di poter creare e inviare in poche mosse newsletter davvero ben fatte. Inoltre ALM permette agli utenti di commentare i vostri prodotti, e devo ammettere che fa davvero piacere leggere cosa scrivete!

8. Se vi piace gestire i social e anche il vostro negozio dal telefono, sappiate che ALM ancora non ha una sua app, mentre Etsy ne ha addirittura due e non mi piace nessuna delle due (anche se sono meglio di niente per i motivi che ho spiegato sopra). Non so ancora dirvi come potrebbe essere la mia app ideale per la gestione di un negozio online, ma se avete consigli da dare sono sicura che lo staff di ALM sarà lieto di leggere i vostri commenti.

9. Quanto al supporto, ho trovato persone gentili e competenti su entrambe le piattaforme. Ho trovato articoli, discussioni nei forum e ottime guide sia su Etsy che su ALM, e se davvero avete voglia di imparare e di crescere, in entrami i casi troverete pane per i vostri denti.


E questo è tutto. Vi sarete resi conto che vendere online non è così facile come sembra, e che se si vuole far veramente funzionare un negozio bisogna studiare e perderci tempo. Oltre a produrre prodotti di qualità e gestire la vostra vetrina, tenete conto anche del tempo impiegato a fotografare e rielaborare le foto (qui trovate qualche consiglio a riguardo), di quello per creare le schede dei vostri prodotti, e anche del tempo speso sui social o a scrivere sul blog per farvi conoscere. E mi raccomando non sminuite il vostro lavoro, e non abbassate i prezzi pur di vendere, non è corretto verso voi stessi e verso gli altri venditori. Quello che per me è stato il miglior consiglio che ho incontrato in questi otto mesi è: ‘non abbassare i prezzi, ma alza la qualità dei tuoi prodotti`.
Io sono convinta che impegnarsi, amare quello che si fa, e aver spirito di squadra alla fine porti a ottimi risultati. E voi?

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